A cura di SevenDays · Aggiornato il

Policy AI aziendale: esempio annotato e checklist

Policy AI aziendale con esempio annotato: strumenti approvati, dati consentiti, uso di ChatGPT, controllo umano e checklist per le PMI.

La risposta in breve

  • Definisci strumenti approvati, dati consentiti e responsabilità prima di estendere l’uso dell’AI.
  • Prevedi verifica umana, gestione degli incidenti e revisione della policy.
  • Una policy operativa non equivale da sola alla conformità del singolo sistema.

Una policy AI aziendale traduce l’uso dell’intelligenza artificiale in regole di lavoro: strumenti approvati, dati consentiti, controllo umano e responsabilità. Qui trovi un esempio di policy AI con clausole commentate, una checklist dei materiali da consegnare al team e tre prove per verificare che le regole funzionino.

A cosa serve una policy AI aziendale

Una policy AI stabilisce chi può usare quali strumenti, per quali attività e con quali dati. Aiuta il team a distinguere una bozza da verificare da una decisione che richiede un responsabile. Per una PMI può partire da poche regole chiare, un registro degli strumenti e una procedura per i casi nuovi.

L’AI Act non richiede una policy identica a ogni azienda. Gli obblighi dipendono da ruolo, sistema e uso. Il GDPR continua ad applicarsi quando vengono trattati dati personali. La policy è uno strumento operativo: non certifica da sola la conformità.

Le sette parti da definire

  1. Ambito: reparti, collaboratori e attività interessate. Includere gli strumenti usati informalmente, non solo quelli acquistati dall’IT.
  2. Strumenti approvati: nome, fornitore, account aziendale, referente e finalità autorizzate.
  3. Dati: quali informazioni si possono inserire; come gestire dati personali, documenti riservati e segreti aziendali. Le condizioni del fornitore vanno valutate prima dell’uso.
  4. Controllo umano: chi verifica fatti, fonti, errori e destinatari prima di inviare o pubblicare un risultato.
  5. Usi da valutare: selezione del personale, valutazione dei lavoratori e altri contesti sensibili richiedono un’analisi specifica. Non autorizzarli con una regola generica.
  6. Formazione e segnalazioni: indicazioni adatte ai ruoli, canale per dubbi o incidenti, registrazione delle attività svolte.
  7. Revisione: chi aggiorna la policy quando cambiano strumenti, finalità o regole e come comunica la nuova versione.

Esempio operativo: una bozza commerciale

Un commerciale vuole riassumere una richiesta del cliente con un assistente AI. La procedura può richiedere uno strumento approvato, la rimozione delle informazioni non necessarie e la verifica umana della risposta prima dell’invio. Il responsabile deve sapere come segnalare un risultato errato o un inserimento accidentale di dati riservati. È un esempio di progettazione della policy, non una regola valida per qualsiasi contratto o dato.

Esempio di policy AI aziendale con note

Due persone esaminano insieme un documento su un tavolo di lavoro.
Le clausole vanno discusse con chi applicherà la policy: per ogni attività servono un perimetro e un referente. Foto illustrativa: Olena Kholina / Unsplash.

Scenario dimostrativo: una PMI vuole usare un assistente AI per preparare bozze commerciali. Il testo seguente è una base di discussione: non descrive un cliente SevenDays e non è una policy pronta a coprire ogni azienda. L’approvazione di uno strumento e dei dati dipende dalle verifiche svolte sul caso concreto.

1. Ambito e strumenti approvati

Il team commerciale può utilizzare l’assistente approvato dall’azienda per preparare una prima bozza di testo. La regola si applica agli account, alle funzioni e alle attività registrati nell’inventario. Collegare nuove fonti o usare un altro fornitore richiede una nuova valutazione prima dell’attivazione.

Perché questa clausola: autorizzare una marca o un account non significa autorizzarne qualsiasi uso. Nel documento reale indica il nome dello strumento, il piano, la finalità e il referente, evitando formule come “si può usare l’AI per lavorare”.

2. Informazioni che si possono inserire

Per le bozze si utilizzano informazioni pubbliche o materiali aziendali espressamente approvati per questo uso. Credenziali, documenti riservati e dati personali non autorizzati non devono essere inseriti. Se non è chiaro se un contenuto sia consentito, il lavoro si ferma e si chiede al referente prima di caricarlo.

Da adattare: definisci categorie ed esempi comprensibili al reparto. Togliere il nome del cliente non garantisce che il documento sia anonimo o privo di informazioni riservate. Condizioni del fornitore, accessi, conservazione e trattamento dei dati vanno valutati per l’uso previsto.

3. Controllo del risultato e responsabilità

Il risultato dell’assistente è una bozza. Prima dell’invio, il commerciale verifica fatti, fonti, destinatario e coerenza con l’offerta approvata; prezzi e impegni commerciali seguono le autorizzazioni aziendali. L’assistente non invia messaggi né assume impegni per conto del team in questo caso d’uso.

Prova pratica: prepara un output con una fonte inventata o un prezzo errato. La procedura deve permettere di intercettarlo prima dell’invio, chiarendo chi controlla e quali fonti usa. Scrivere soltanto “verificare sempre” lascia troppe decisioni implicite.

4. Dubbi, incidenti e nuovi utilizzi

Se vengono inserite informazioni non consentite o emerge un risultato potenzialmente dannoso, l’utente interrompe l’attività e segnala il caso al referente tramite il canale aziendale previsto. Non copia ulteriormente il contenuto in altri strumenti. Il referente coinvolge le funzioni competenti secondo le procedure applicabili.

Da completare: indica ruolo, canale effettivo e procedura da seguire. La policy non sostituisce la gestione degli incidenti privacy o di sicurezza e non deve inventare una scadenza unica per qualsiasi segnalazione.

5. Versione, formazione e revisione

La policy riporta proprietario, versione, data e usi approvati. Prima di usare l’assistente, il team riceve indicazioni e svolge esercizi adatti al proprio lavoro. Nuovi dati, integrazioni, fornitori o finalità attivano una revisione dell’uso e delle regole.

Evidenze utili: versione comunicata, attività formative svolte, domande aperte e decisioni sui nuovi usi. Il tipo di evidenza si definisce sul contesto; la presa visione non dimostra da sola che le persone sappiano applicare la procedura.

Come verificare la policy prima di distribuirla

Una persona prende appunti su un quaderno accanto a un computer portatile.
Verifica umana significa confrontare la bozza con fonti e materiali approvati, prima di utilizzarla. Foto illustrativa: JESHOOTS.COM / Unsplash.

Prova il testo con un referente del reparto su tre situazioni, senza usare dati reali riservati:

  1. Input consentito: una richiesta con materiali approvati. La persona deve riconoscere il perimetro autorizzato e sapere chi controlla la bozza.
  2. Input da fermare: un documento con credenziali o informazioni non autorizzate. La persona deve riconoscere il problema e sapere a chi chiedere una verifica.
  3. Output da correggere: una risposta con una fonte non verificabile o un impegno commerciale non approvato. Il controllo deve intercettarla prima dell’invio.

Se una decisione rimane ambigua, correggi la regola o il processo prima di distribuire il documento. Questo è un esercizio operativo, non un esame legale standardizzato.

Policy per ChatGPT in azienda: cosa cambia?

La policy deve descrivere l’uso effettivo, non soltanto il nome ChatGPT. Raccogli account e piano utilizzati, funzioni abilitate, eventuali connettori, dati inseriti e persone che controllano il risultato. Le condizioni aggiornate dello specifico servizio vanno verificate prima dell’approvazione: non presumere che account e piani diversi abbiano le stesse impostazioni o garanzie.

La guida all’assessment AI Act aiuta a raccogliere queste informazioni. Con Conformia puoi collegare inventario, policy, formazione ed evidenze nel perimetro concordato.

Cosa consegnare al team

  • Una policy con versione, data, proprietario e ambito.
  • Un elenco degli strumenti e degli usi approvati.
  • Una guida di una pagina con esempi di uso consentito e casi da fermare.
  • Una procedura per nuove richieste e incidenti.
  • Evidenze della comunicazione e della formazione svolta.

Domande frequenti

Una firma sulla policy è sufficiente?

La presa visione documenta la comunicazione. Occorre anche verificare che le regole siano applicabili al lavoro reale e che le persone comprendano come usarle.

Serve vietare tutti gli strumenti AI?

La scelta dipende dai rischi e dalle esigenze del processo. Un inventario e una procedura di approvazione permettono di valutare ogni uso senza affidarsi a divieti generici.

Da dove iniziare se usiamo già ChatGPT?

Mappare account, reparti, finalità e dati inseriti; verificare le condizioni del servizio e assegnare un responsabile. La guida all’assessment AI Act spiega il passo successivo.

Fonti e aggiornamento

Aggiornamento editoriale ed esempio operativo: 13 ottobre 2026. FAQ della Commissione sull’alfabetizzazione AI ricontrollate il 13 ottobre; gli altri riferimenti sono quelli verificati il 5 ottobre 2026. Quadro normativo AI Act della Commissione europea, FAQ sull’alfabetizzazione AI e GDPR su EUR-Lex. Per gli obblighi applicabili al singolo uso serve una valutazione specifica.

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